Il Liceo, l’insegnamento e il concetto di cultura in Aristotele

La fondazione del Liceo è databile intorno al 335-334 a.C., quando Aristotele tornò ad Atene dopo tredici anni di assenza. Il nome dato alla scuola deriva dalla vicinanza dell’edificio ad un tempio dedicato ad Apollo Licio, ma è anche piuttosto nota come peripato per la presenza di un pergolato coperto dove Aristotele era solito insegnare camminando.

Il Liceo, comprendente l’edificio, il giardino, la passeggiata o peripato, una biblioteca e un museo di storia naturale, era il luogo all’interno del quale Aristotele teneva personalmente le sue lezioni passeggiando e intervallandosi a volte con i discepoli più anziani, Eudemo e Teofrasto.

La filosofia per Aristotele non è solo mero amore per il sapere fine a se stesso, ma può davvero costituire un’attività scientifica articolata in un sistema di discipline distinte finalizzate alla profonda comprensione di tutti gli aspetti della realtà: dunque da un lato settorialità e dall’altro, visione olistica. La filosofia, nella sua natura più profonda e autentica, nel suo essere “filosofia prima” è invece la conoscenza delle cause e dei principi della realtà.

Spinto da questa convinzione, Aristotele fondò il Liceo che nella sostanza non è poi così diverso da una moderna università, libera da condizionamenti religiosi e politici, il cui obiettivo era solo quello di promuovere la ricerca scientifica attraverso lo studio della botanica, dell’astronomia, della logica, dell’etica, della zoologia, della politica e della metafisica che Aristotele chiamava però, come accennato, “filosofia prima”.

Il metodo di insegnamento mirava perciò a trasmettere una chiara metodologia di ricerca che procedesse dal semplice al complesso e che ponesse a fondamento, sempre, l’esperienza pratica. La finalità del liceo era dunque formare specialisti di settore da un lato e dall’altro, sviluppare altresì l’uomo universale, dotato di una cultura profonda, completa e polivalente.

Enciclopedia delle scienze

Aristotele suddivide le scienze particolari in tre tipologie distinte e secondo il seguente ordine gerarchico:

  1. Scienze teoretiche: metafisica, fisica e matematica che studiano, nei rispettivi ambiti specialistici, il necessario, ovvero ciò che non può essere diverso da come è. Pertanto la finalità di queste scienze è disinteressata nei confronti della realtà, dal momento che non esiste alcun fine pratico o principio di utilità.
  2. Scienze pratiche: etica e politica
  3. Scienze poietiche: arti belle e tecniche

Tanto le pratiche quanto le poietiche hanno come oggetto il possibile, ossia ciò che può essere diverso da così com’è e hanno come finalità l’illuminazione e l’agire individuale e collettivo. Le poietiche in modo particolare studiano inoltre la manipolazione degli oggetti da parte dell’uomo.

Di diversa portata, come accennato e lo ricordiamo ancora è la disciplina che nell’ambito delle scienze teoretiche Aristotele chiama filosofia prima o metafisica (Andronico di Rodi) in quanto essa non indaga una specifica faccia dell’essere, ma l’essere in generale, privo di determinazioni particolari.

Aristotele, un’introduzione

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