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Andronico di Rodi non ha catalogato la logica in nessun gruppo di scienze particolari, ma sicuramente neanche Aristotele lo avrebbe mai fatto. La logica è infatti la scienza del ragionamento, ovvero di quel processo mentale di organizzazione dei fondamenti del pensiero che danno origine a ciò che si chiamano proposizioni e che l’uomo attraverso il linguaggio articolato poi proferisce per esprimere giudizi.

Prima di proferire parola, teoricamente, il linguaggio dovrebbe essere articolato dal pensiero e la logica lavora proprio a questo stadio, a vari livelli, dal momento che posso articolare frasi formalmente corrette ma che partono da premesse non vere, che a loro volta potrebbero andare bene dunque per esercizi retorici, ma non possono essere ad esempio, assolutamente impiegate nella scienza. Quest’ultima dovrà necessariamente, per definirsi tale, partire sempre da premesse vere in modo tale da giungere a conclusioni vere, cioè si deve partire da ipotesi che devono essere dimostrate per  far scaturire, poi,  teorie scientificamente valide. 

Ciò ci permette di capire che la logica è la disciplina comune a tutte le scienze particolari, la sola, in quanto scienza del ragionamento, capace di fornire un metodo alle scienze particolari, da cui si sente un forte richiamo alla corrispondenza tra essere e pensiero, intuizione centrale della civiltà greca.

Se l’essere è in continuo movimento come passaggio da potenza ad atto, allora il pensiero dovrà essere a sua volta strutturato e seguire simili procedure di funzionamento, discorrendo e relazionando un livello di realtà, all’altra, gerarchizzandoli.

 Aristotele chiamò la logica “analitica” in quanto il termine logica rimanda al vocabolario filosofico degli stoici, laddove “analitico”, da analuo greco che significa “analisi”, “scomposizione” è infatti il metodo tipico di risoluzione di una proposizione complessa in parti più semplici, attraverso il ragionamento, L’intera opera logica aristotelica venne rinominata Organon ovvero strumento (di ricerca sottinteso) solo nel IV secolo d.C da Alessandro di Afrodisia, filosofo e uno dei maggiori commentatori aristotelici di età tardoantica.

Gli studiosi di Aristotele si sono sempre chiesti se la logica preceda o segua la metafisica. La soluzione che va oggi per la maggiore e che sembrerebbe confermata dalla concezione aristotelica dell’essere come categorie, ci porta a pensare che logica e metafisica procedano parallelamente. Non è infatti possibile escludere un legame tra le forme del pensiero studiate dalla logica e le forme della realtà spiegate dalla metafisica. Esiste dunque un rapporto necessario tra forme del pensiero (realismo gnoseologico) ed enti reali (realismo ontologico), ma leggendo la Metafisica nel suo complesso, nulla vieta di riconoscere anche una precedenza ideale della metafisica rispetto alla logica.

Vediamo ora come è strutturato l’Organon:

1) Categorie (1 libro): Aristotele esamina i concetti ovvero ciò una classe di oggetti ha in comune e dunque il concetto rimanda all’essenza di tali oggetti, alla loro forma. Se dico “gatto”, sto dicendo un concetto, poiché esiste nel mio cervello, così come in natura, una classe di enti che presentano caratteristiche simili tali da consentire di astrarre razionalmente l’eidos “gatto” concetto o forma intelligibile dal gatto sensibile.

2) Sull’Interpretazione (1 libro): Aristotele procede per complessità, dal momento che i concetti possono essere uniti logicamente attraverso una costruzione in cui un concetto forma il soggetto e l’altro il predicato. Se dico Socrate è mortale: ho il concetto di Socrate soggetto, il verbo essere come copula e “mortale”, l’altro concetto usato come predicato nominale. Ho emesso quello che Aristotele definisce un giudizio a partire da tasselli elementari cioè i concetti che potrebbero a tal proposito essere intesi come gli atomi del pensiero.

3) Analitici Primi (2 libri): Maggiormente complessi, perché – dice Aristotele – i giudizi possono essere a loro volta articolati in proposizioni necessarie al ragionamento. Dunque negli Analitici primi, Aristotele si occupa del ragionamento o sillogismo, vale a dire concatenazione di giudizi.

4) Analitici Secondi o Posteriori (2 libri): Aristotele tratta la dimostrazione, la definizione e la conoscenza scientifica. La dimostrazione è un sillogismo che produce conoscenza scientifica, mentre la definizione è l’affermazione della natura di una cosa, attraverso un nome o una formula nominale equivalente.

5) Topici (8 libri): dedicati alle opinioni;

6) Elenchi sofistici (1 libro), dedicato ai capziosi ragionamenti dei Sofisti, retorica fine a se stessa, poiché i loro discorsi non partono né da premesse vere come quelle della scienza, né da premesse probabili come i sillogismi della dialettica, ma da premesse solo apparentemente probabili.

 

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