Il Neoplatonismo riveste un’importanza cruciale nella storia del pensiero occidentale. Quando il neoplatonismo fiorisce, la filosofia classicamente intesa è ormai sul viale del tramonto considerando anche il fatto che da un lato la filosofia ellenistica aveva rappresentato nell’ambito della storia del pensiero antico una netta svolta e dall’altro si assiste alla nascita di un nuovo credo religioso, il Cristianesimo destinato ad apportare grosse modifiche all’atmosfera spirituale. 

Plotino nasce nel 205 d.C in Egitto e vive questo mutato cambiamento dei tempi, mutato proprio perché la carica del pensiero greco classico sembrava esaurirsi e con esso la sua nota caratteristica ossia la priorità che la filosofia classica attribuiva alla ragione.

Il cambiamento culturale comporta la nascita di esigenze nuove anche e soprattutto religiose: il problema principale non è più quello di capire il mondo, che storicamente coincide con un impero romano che va sgretolandosi. Se il mondo è l’impero, ragionando con la mentalità dell’epoca e viene meno, allora il mondo si sta avviando verso la fine e non c’è più niente da capire ma bisogna pensare a salvarsi. Dall’aspetto conoscitivo si passa ad una dimensione prettamente soteriologica pertanto, dimensione compatibile con il panorama storico, politico e culturale dell’impero nel II e III secolo d.C che non ha più niente in comune con il mondo classico.  

E’ proprio in questo clima che si frappongono suggestioni di provenienza orientale che contaminano la filosofia greca, contribuendo fortemente alla nascita di sette misteriche che nel corso del loro sviluppo tentano tra l’altro in vari modo di inglobare lo stesso cristianesimo, se non nascenti all’interno del cristianesimo medesimo come nel caso dello gnosticismo.

Si creano così situazioni di confusione, di sincretismo di contaminazione tra filosofia e religione, che secondo alcuni storici della filosofia porterà poi nel II e III secolo ad una lotta tra correnti religiose ed esoteriche sulle quali prevarrà alla fine il Cristianesimo, il quale in un mondo in declino, dove i punti di riferimenti esteriori sono venuti meno, finirà per rispondere perfettamente alle esigenze di ripiegamento dell’individuo su se stesso che volente o nolente è pertanto portato a riscoprire la propria interiorità.

Plotino di fatto è ben consapevole di tutte queste esigenze di stampo religioso ma nello stesso tempo non vuole che venga meno quello spirito greco di chiarezza intellettuale. Plotino è l’ultimo frutto della mentalità greca, come poeticamente Carlo Sini lo definisce insieme naturalmente al neoplatonismo, “il canto del cigno” della filosofia antica, (C. Sini, I filosofi e le opere, 1, Principato, Milano, 1986, pag. 280) che si sforza di trovare una soluzione tra elemento religioso e soteriologico ed esigenza razionale posta al centro della speculazione filosofica classica. Plotino è un “grande filosofo di età crepuscolare” (A. Gargano, Filosofia antica, Editoriale scientifica, Napoli, 2015, pag. 156) che riesce a conciliare nuove istanze di tipo religioso, con vecchie istanze di tipo razionale grazie alla sua conoscenza perfetta dei maggiori filosofi del pensiero greco: Parmenide, Pitagora, Platone e Aristotele nonostante il fulcro del suo recupero classico è il pensiero di Platone al punto tale che la sua filosofia è detta neoplatonismo. 

Il neoplatonismo si configura insomma come un gigantesco contenitore filosofico contenente svariati elementi tra di loro eterogenei dal punto di vista del pensiero. Alessandria d’Egitto è la culla di questo nuovo movimento filosofico, perché proprio ad Alessandria, Ammonio Sacca, filosofo che tuttavia non ha lasciato niente riscritto, nel III secolo d.C fonda la prima scuola neoplatonica. Da Alessandria, scuola alla quale si legano, oltre ad Ammonio Sacca anche i nomi di Ipazia e Longino, il Neoplatonismo si irradia verso altre città:

  • Una scuola neoplatonica viene fondata ad Atene; la scuola più longeva di tutte che verrà definitivamente chiusa dall’imperatore cristiano Giustiniano nel 529 d.C mediante un editto contro l’insegnamento di dottrine pagane, scuola che si lega al nome del fondatore Plutarco e che vede tra i suoi esponenti Siriano, Proclo, Domnio, Damascio, Simplicio e Prisciano;
  • Un’altra scuola sorge a Pergamo ed è nota perché ad essa si lega il nome dell’imperatore Giuliano, famoso per l’epiteto di “rinnegato” o “apostata” che i Cristiani gli diedero per il suo tentativo di ripristinare il paganesimo; 
  • Una scuola naturalmente sorge a Roma dove operano Plotino e il suo più fedele discepolo Porfirio e
  • L’ultima scuola è quella siriana della quale il più noto esponente è Giamblico

Naturalmente a livello territoriale il neoplatonismo si tinge di varianti locali sebbene il neoplatonismo ufficiale si quello di Plotino a Roma. 

 

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