I primi tentativi di trovare una spiegazione razionale alla realtà, il che significa sistematizzarla non in termini esclusivamente mitici, religiosi e teogonici, risalgono proprio al 600 a.C. Prima di questo periodo la principale forma di circolazione del sapere in Grecia era affidato all’oralità e nello specifico alla figura di cantastorie itineranti aedi che accompagnati dal dolce suono della cetra, narravano le storie degli Dei e degli Eroi. Furono gli aedi i padri della tradizione orale alla quale si legano sostanzialmente i poemi omerici e tutta la grande stagione della poesia di Esiodo. Successivamente il passaggio da una cultura orale a una cultura scritta intorno al VII secolo a.C, considerando che la scrittura ricompare nel secolo VIII, ha consentito la nascita di nuove forme di conoscenza che sono state fondamentali per lo sviluppo successivo del pensiero filosofico poiché la scrittura in quanto tecnologia comunicativa ha vincolato anche una diversa percezione della realtà.

In questo contesto i primi pensatori hanno provato a dare della natura e dell’ origine del mondo una interpretazione che evitasse di chiamare in causa l’azione degli Dei, da cui la nascita della filosofia come tentativo di affrancare il pensiero razionale da quello mitico.

La Grecia dei secoli VII e VI a.C è sicuramente la culla della civiltà occidentale perché è proprio da lì che si sono sviluppate le prime forme di conoscenza grazie soprattutto ad un contesto storico e geografico molto favorevole.

I primi pensatori sono infatti i Greci di Mileto, spesso definiti come scuola di Mileto,nonostante la definizione non sia totalmente corretta perché parlare di scuola significa implicitamente trattare questi pensatori in un rapporto reciproco di maestri e discepoli, quando invece è solo l’ambito geografico che li accomuna e tale geografia è naturalmente quella della Ionia oggi corrispondente alle coste della Turchia, quindi l’Oriente della Grecia o Grecità orientale. La filosofia è quindi un fenomeno Greco ma fa riferimento all’ambiente culturalmente ed economicamente vivace delle colonie alle quali appartengono i Milesi ovvero Talete, Anassimene e Anassimandro come del resto anche Eraclito. Un’altra scuola o area geografica distinta dalla milese è quella dei Greci d’Italia o Grecità occidentale, il cui contesto sono le colonie della Magna Grecia, dove operarono Pitagora, Senofane, Parmenide, Zenone ed Empedocle.

Soltanto con Anassagora, la filosofia entra ufficialmente ad Atene secondo la suddivisione di Hegel che distingue di fatto due aree geografiche principali e due distinte caratteristiche del pensiero.

I Greci d’Oriente per Hegel sono caratterizzati da una mentalità pratica, concreta che molto probabilmente è influenzata dall’intensa rete commerciale di cui quei luoghi erano sede e ciò significa scambio di merci ma anche di uomini e di idee, cioè scambio culturale e osmosi tra popoli diversi nel Mediterraneo. Ecco perché i Milesi furono spinti a ricercare il principio, ponendosi il problema dell’ arché che in greco significa “origine”, “principio” ciò che di comune vi è in tutte le cose, inteso come quella parte che si conserva e che rimane sempre uguale a se stessa, indipendentemente dai cambiamenti superficiali, arché che dal piano materiale concreto si sposta su un piano astratto nella grecità orientale. Infatti arché per Pitagora è il numero oppure per Parmenide è l’essere.

Questa è per Hegel la situazione geografica ed è da questo mondo che poi la filosofia arriva in età classica al centro di Atene e con Atene, naturalmente, il discorso politico, sociale e culturale si lega alla struttura della polis dapprima di tipo aristocratico e poi di tipo democratico.

Purtroppo di questi primi filosofi non c’è rimasto niente, tranne digli accenni considerevoli nel I libro della Metafisica di Aristotele che il filosofo di Stagira ci lascia per esporre il proprio pensiero, facendo, insomma, indirettamente una storia della filosofia a lui precedente. Lo stesso si può dire per Teofrasto che comunque era allievo di Aristotele e idem per Platone che nei suoi dialoghi spesso e volentieri accenna a questi primi pensatori, anche se come Aristotele, Platone è un grande nome della filosofia, pertanto è chiaro che si tratta sempre di un’esposizione relativa al pensiero dei primi pensatori visti da Platone che non corrisponde oggettivamente magari al pensiero dei primi filosofi. Aggiungiamo ai nomi di autori classici anche la biografia dei primi filosofi scritta da un autore tardo, vissuto nel III secolo, Diogene Laerzio, tenendo sempre a mente che solo nel caso dei Milesi, solo per Anassimandro ci sono rarissimi frammenti ma per Talete e Anassimene non abbiamo nulla e quindi bisogna servirsi esclusivamente della tradizione indiretta.

Questi pensatori sono stati anche definiti Presocratici o Presofisti non perché cronologicamente vissuti e operanti prima di Socrate, considerando, tra l’altro, che alcuni di loro come Anassagora sono contemporanea a Socrate, ma in virtù di una distinzione in termini contenuto/oggetto del pensiero, giacché Socrate sia concentrato sull’uomo laddove i primi pensatori si sono concentrati sulla fusis, sulla natura, su ciò che esiste, ricercandone il principio e potremmo tracciarne a scopi metodologici un quadro sintetico di questo tipo

  • Scuola di Mileto: Talete, Anassimene, Anassimandro (VII sec. a.C)
  • Eraclito ed Eraclitei:  (VI-V secolo a.C)
  • Parmenide e la scuola di Elea: (metà VI, metà V secolo a.C)
  • Pitagora Pitagorici: (fine VI secolo a.C, metà V secolo a.C)
  • Fisici pluralisti: Empedocle, Anassagora, Democrito: (V secolo a.C)
Wikipedia

 

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