Alessandro Magno era riuscito a conquistare tra il 334 e il 327 a.C. tutti i territori appartenenti all’impero persiano ma con la sua morte prematura nel 323 a.C, poco più che trentenne, seguita l’anno successivo dalla morte di Aristotele che era stato maestro di Alessandro, può considerarsi terminato il periodo “classico” della filosofia greca che ora apre ad una nuova fase, cioè il periodo ellenistico.

Ellenistico rimanda al verbo greco ellenizo, che vuol dire “parlo greco” ed è un’epoca il cui tratto distintivo è l’espansione della civiltà greca al di là della Grecia geografica. Nei regni ellenistici neo costituiti in seguito alla disgregazione dell’Impero macedone, ma perfino nella Grecia stessa, si sviluppano e si instaurano, di fatto, sistemi autoritari di governo che neutralizzano la dimensione politica della vita sociale; i cittadini della Grecia classica si ritrovano così ridotti al rango di  sudditi e in quanto tali sono esclusi dalla dimensione dell’agire politico.

Viene meno la vita pubblica con il conseguente ripiegamento del singolo nella vita individuale e nell’interiorità, aspetto che la filosofia riflette e coglie. Gli individui non sentono più il legame alla polis ma diventano cittadini del mondo, atteggiamento noto come cosmopolitismo. Il mondo diventa ora la nuova patria, ma esso è troppo grande per potervi esercitare un’azione efficace. La partecipazione attiva alla vita politica viene sostituita da un atteggiamento di indifferenza generalizzata, anzi tenersi volutamente lontani dalla gestione della cosa pubblica è altamente consigliato per vivere meglio ed è questo un tratto distintivo dello spirito filosofico di quell’epoca.

Nell’età ellenistica l’interesse maggioritario è quello relativo al singolo, nonostante nelle filosofie ellenistiche tale attenzioni si declini con specificità peculiari a seconda delle varie declinazioni del pensiero tipico di questo tempo.

Scopo condiviso da queste filosofie, come ricorda anche Hegel è l’imperturbabilità, l’indipendenza, la perfetta salvezza dello Spirito non soggetto ad alcuna passione e dunque in una sola parola “sciolto” e “liberato”.

Per rendere meglio l’idea possiamo dire che in epoca pre-ellenistica il sapere era rappresentato esclusivamente dalla filosofia articolata nelle seguenti discipline: etica, metafisica (e teologia), fisica e matematica, politica. Con l’avvento dell’Ellenismo, la scienza e la filosofia si separano e assumono ciascuna il proprio settore di competenza. La filosofiasi articola in Etica e Metafisica, la scienza in Fisica e Matematica, Geografia e astronomia, Storia e Filologia.

Atene rimane la culla della filosofia ma Alessandria d’Egitto è la perla della scienza, dove, sotto i Tolomei, viene altresì fondata la ben nota Biblioteca, la più grande del mondo antico con i suoi settecentomila volumi, biblioteca definitivamente distrutta nel VII secolo d.C da propaggini dell’esercito musulmano e accanto alla biblioteca sorgeva il Museo o casa delle Muse, complesso comprendente un osservatorio astronomico, un orto botanico e un giardino zoologico.

Passiamo ora alle maggiori filosofie di età ellenistica che sono: Stoicismo, Epicureismo e Scetticismo.

 

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