Jean Bodin 

Jean Bodin nasce nel 1529 nel nord-ovest della Francia, studia giurisprudenza e teorie politiche per trasferirsi poi a Parigi nel 1567 dove cercherà di portare avanti un ambizioso progetto teorico finalizzato a legittimare e rinforzare l’autorità del sovrano e l’istituto della monarchia. Aderisce alla corrente dei politiques ovvero intellettuali schierati su posizioni monarchiche che professavano la tolleranza religiosa in nome della ragion di Stato, in quanto la stabilità dello Stato deve sempre essere garantita dal re come figura forte capace di sedare ogni conflittualità che comporta inevitabilmente frammentazione sociale.

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Il nome di Jean Bodin è legato sostanzialmente al concetto moderno di sovranità e al dibattito sulla legittimazione dell’autorità. Inoltre il suo operato filosofico è considerato precorritore delle teorie mercantilistiche che si svilupparono poi  nei secoli successivi. 

Il problema cruciale analizzato da Bodin nei suoi scritti riguarda la validità giuridica del potere monarchico. Egli sostiene che la sovranità è un potere assoluto e perpetuo che appartiene allo Stato, ponendosi in linea con il dibattito che aveva animato Machiavelli, Guicciardini e Moro.  Bodin ritiene che la democrazia non potrà mai essere la forma migliore di governo poiché essa presuppone un governo dei pari e pertanto non potrà, in quanto tale sedare i contrasti che inevitabilmente insorgerebbero tra soggetti dello stesso peso politico.

C’è bisogno di un soggetto forte e autorevole in grado di superare tali fratture nel tessuto sociale ed è per questo che la monarchia e la figura del re sembrano essere l’unico governo capace di tenere saldo il potere centrale nelle mani del singolo senza che il potere appunto si dissolva poi in tante particelle indipendenti. La figura del monarca tuttavia non significa tiranno perché è dovere del re rispettare i diritti naturali e le leggi divine e per questo il monarca deve sempre tenere in grande considerazione il bene dei suoi sudditi e mai tiranneggiare su di loro, altrimenti andrebbe contro la natura costitutiva della monarchia, ovvero contro le leggi della natura. 

Il pensiero politico nel Cinquecento
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