La centralità dell’anima dell’uomo e la bellezza

In accordo a questa visione l’uomo assume una posizione centrale poiché l’uno emana da sé la realtà in maniera degradante fino a discendere nella materia bruta. In una posizione intermedia si trova l’anima dell’uomo per Ficino; ci sono varie sfere di realtà e l’anima umana sta al centro, affermando così la centralità dell’anima umana che comunica con le  sfere alte ma anche con le sfere basse della realtà. 

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L’anima umana è pertanto il perno della realtà, è il microcosmo che rispecchia il macrocosmo. Marsilio Ficino dice che l’anima è la copula del mondo, è il tratto che congiunge l’inferiore con il superiore, giacché l’anima dà vita al corpo, quindi è in contatto con il corpo ma è anche qualche cosa di spirituale che ci mette in contatto con realtà superiori. 

Per Ficino esistono i seguenti gradi di realtà:

  1. Dio
  2. Angeli
  3. Anima
  4. Corpo

L’anima come intermedia tra angeli e corpo è tripartita in anima del mondo, anima delle sfere e anima degli esseri contenuti dentro le sfere. L’anima congiunge insomma dimensione materiale e spirituale. Esiste il degradare della divinità, dall’Uno, in realtà sempre più lontane da esso, ma è possibile anche il movimento inverso già delineato da Plotino ovvero un percorso di ritorno verso l’Uno, una dottrina molto vicina a quella dell’amore platonico: attraverso l’amore platonico, nelle cose materiali, l’uomo ravvisa una scintilla dell’Uno, fonte e origine di tutte le cose.

La dottrina dell’amore di Marsilio Ficino consiste in questo: chi si innamora, è colui che riesce a cogliere il divino presente in un elemento materiale al punto tale da farsi trasportare, ed entusiasmarsi per qualche cosa di non materiale che è tuttavia presente all’interno della materia. Ficino tra l’altro elabora addirittura una dottrina della bellezza: un corpo non è bello nelle membra prese singolarmente, ma è l’insieme ad essere bello. Ma se è bello l’insieme, è bello un elemento di armonia, un elemento formale, pertanto ciò che suscita il senso della bellezza non è di materiale, il bello nasce sempre dall’unione, dall’armonia e dalla proporzione di entità materiali, ma questa forma, questa armonia non è qualcosa di materiale.

Chi riesce a innamorarsi attivando un processo di ascesa, è in grado di cogliere un elemento divino, un elemento puramente spirituale che unifica la forma di ciò che è materiale per liberarsi dal fardello della materialità, per scorgere in un ente corporeo qualche cosa che va oltre il corporeo, che non è materiale, qualcosa che è unificata.

Da questa corrispondenza tra le varie parti della realtà che ci consente di transitare da una parte all’altra, Ficino sostiene la possibilità di operare sulle cose anche a distanza attraverso la magia: se ci sono affinità tra le cose, tali affinità consentono un esercizio di influenza anche a distanza tra enti appunto lontani nello spazio, nel tempo oppure differenti apparentemente per natura intrinseca.

Marsilio Ficino

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