Conoscere è misurare

Dunque per Cusano conoscere è misurare, inteso come l’atto del rapportare quello che è sconosciuto a quello che già si conosce. Questa è anche l’essenza del sillogismo aristotelico che mi permette di arrivare ad una conclusione, passando attraverso punti intermedi: conoscere è compiere una serie di passi, di concatenazioni a partire da termini ignoti, che nel percorso, a mano a mano, si chiariscono.

Il processo del rapportare, simile al meccanismo della proporzione, ci riporta al numero e forse Pitagora aveva ragione quando diceva che le cose si comprendono perché rispondono ai numeri. Si conosce attraverso le proporzioni, ma queste proporzioni sono sempre numeri e ciò spiega il riferimento di Cusano a Pitagora. Tutto è misurabile secondo Cusano vale a dire che le cose in sé contengono un elemento quantitativo coincidente con il numero.

Perfino le qualità che sembrano indipendenti dal numero si possono ricondurre a entità numeriche come sosteneva Pitagora e Cusano è perfettamente d’accordo, aspetto oggi confermato, se solo pensiamo che la fisica moderna ha creato numerose unità di misura alcune delle quali a partire da elementi qualitativi. Se si pensa alla luce e alla scomposizione di essa nei sette colori, quei colori sono di fatto lunghezze d’onda, rispondenti a criteri numerici e a determinate unità di misura che oggi grazie a strumenti come lo spettroscopio possiamo misurare.

Niccolò Cusano