La coincidentia oppositorum

Per dare l’idea di coincidenza degli opposti Cusano ricorre a tutta una serie di paragoni a carattere matematico: se prendiamo come esempio le figure geometriche nella loro espansione all’infinito, intuitivamente possiamo renderci conto che all’infinito gli opposti necessariamente coincidono: cio’ significa che il grande, al grado massimo, coincide con il piccolissimo. Se infatti pensiamo ad una circonferenza che si allarga sempre di più, ad un certo punto essa diventerà così larga che il suo diametro sarà infinito.

Questo vuol dire che all’infinito, la circonferenza finirà per coincidere con una retta. Nella nostra esperienza comune l’idea e la percezione di una circonferenza la rende ovviamente diversa e opposta dalla retta, un arco di circonferenza e un segmento di retta sono due opposti; ma se teniamo presente che l’orizzonte della Terra e’ circolare ma noi misuriamo le distanze come se fossero rettilinee, questa procedura di misurazione, consente già in parte di capire il punto di Cusano. 

Un altro esempio che Cusano riporta è quello di una circonferenza con un diametro infinitamente piccolo. Se immaginiamo una tale figura, ne deriverà’ che la relazione tra centro e circonferenza viene meno; il centro è la parte più interna del cerchio, a sua volta spazio chiuso da una retta curva chiamata circonferenza che è la parte più esterna, ma se si immagina un processo di riduzione all’infinito di tale circonferenza, a un certo punto, il centro diventerà indistinguibile dalla circonferenza stessa.

Se si disegna un cerchio sempre più piccolo infatti sara’ praticamente impossibile distinguere centro e circonferenza. Nella sfera infinita, cioè nella sfera di Dio, si verifica l’opposto: il diametro sara’ cosi’ dilatato che non sara’ possibile notare alcuna circonferenza dal momento che cerchio e retta coincidono.

Dio è il massimo grado possibile di grandezza e di bellezza insomma; se nell’infinito gli opposti coincidono anche il grandissimo coincide con il piccolissimo e allora Dio non può pertanto essere considerato come un’entità che risponde solo a certe caratteristiche che comprende ma al contrario Dio racchiude tutto, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Dio e’ a allora l’infinitamente grande laddove il piccolo e’ il mondo terreno, umano, materiale da cui la definizione di Dio presente dappertutto che ha valso a Cusano l’accusa di essere un panteista, cioe’ di affermare la presenza divina ovunque.

Cusano comunque cercherà, dal canto suo, di evitare questo tipo di accuse pericolose provando a conciliare il problema della presenza di Dio come diverso dal mondo ma contemporaneamente anche nel mondo.

Niccolò Cusano