Il pensiero riformista in Europa centrale

L’elogio della follia e il libero arbitrio

L’appiattimento e l’inaridirsi del messaggio cristiano in età tardo medievale con tanto di quell’eccessiva, a tratti maniacale attenzione verso una ritualizzazione puramente formale della devozione e includiamo anche la componente speculativa in cui i dogmi erano stati calati, facendo riferimento alla scolastica medievale, portano Erasmo a riformulare una dottrina religiosa maggiormente in contatto con i valori del Cristianesimo delle origini e con la parola di Gesù Cristo scritta nel Vangelo.

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Due sono i temi su cui Erasmo punta:

  1. La follia del buon cristiano; 
  2. La necessità della libertà dell’arbitrio.

Partendo dalla constatazione della profonda corruzione della Chiesa e del decadimento del clero, Erasmo critica aspramente le istituzioni religiose del tempo e si ripropone di indagare non soltanto i valori cristiani delle scritture ma anche e soprattutto il comportamento del vero cristiano, la cui vita, per essere considerato un autentico cristiano, deve basilarmente fondarsi sulla imitatio Christi, cioè sull’ imitazione di Cristo. 

Nel suo testo più famoso l’Elogio della follia, Erasmo sostiene in chiave satirica che il vero cristiano è un uomo mosso da un particolare tipo di follia, e perché? Per il fatto che essa,  all’apparenza, sembra essere il contrario della ragione nel modo di guardare il mondo, quando è invece veicolo di saggezza e di rettitudine. 

Esempio lampante della vita del buon cristiano è il suo donarsi completamente a Dio e alla sua ricerca e ciò include che comportamenti quali il perdono del proprio nemico o la donazione dei propri beni ai poveri, testimoniano come per l’uomo che crede,  il confine tra la follia e la fede sia fin troppo labile. L’Elogio della follia è senza dubbio uno dei maggiori capolavori del Cinquecento non solo per l’importanza rivestita in ambito dottrinale cristiano, ma anche e soprattutto per lo stile di scrittura di Erasmo, uno stile che fa largo uso dell’ironia per introdurre una teoria filosofica e lo si comprende proprio nella scelta erasmiana di elogiare questa follia, alla fine una follia santa che fa dell’opera di Erasmo una vera pietra miliare della storia della filosofia e anche della storia della letteratura europea.

Al contrario di quanto propone Lutero con il servo arbitrio, Erasmo nella Diatriba de libero arbitrio, espone un caposaldo del suo pensiero,destinato a inserirsi nel dibattito filosofico e religioso del tempo circa la libertà dell’uomo e del suo agire. Erasmo sostiene che l’uomo è in grado, mediante l’imitazione di Cristo nei suoi comportamenti, di collaborare in maniera proattiva alla propria redenzione e alla propria salvezza, cosa che rappresenta per Erasmo la dimensione primigenia dello spirito cristiano, nonché la sua essenza.

Autore: Lezioni e Dispense per la scuola e l'Università

Laureata con il massimo dei voti nel 2001 e Ph.D. in Filosofia. Ventennale esperienza nella didattica con studenti universitari, liceali e adulti.

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