Il pensiero riformista in Europa centrale

Martin Lutero e il Protestantesimo

Lutero è sicuramente una delle figure più importanti della cristianità degli ultimi cinquecento anni perché Lutero è stato il fondatore del protestantesimo, movimento quest’ultimo che avrebbe poi portato alla nascita di una chiesa protestante. Martin Lutero nasce nel 1483 nella cittadina di Eisleben (aisliben) da genitori contadini e si forma a Magdeburgo presso la confraternita religiosa chiamata i fratelli della vita comune dove il giovane Lutero apprende i primi rudimenti di teologia attraverso la specifica dottrina della devotio moderna, un movimento spirituale originatosi nei Paesi Bassi durante il corso del tardo medioevo che si è poi sviluppato, raggiungendo Francia, Germania, Italia e Spagna. 

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In accordo alla devotio moderna, l’individuo singolo viene legittimato in quanto libero a leggere le Sacre Scritture senza la mediazione di autorità terze che si frappongano tra l’uomo e Dio e infatti secondo tale impostazione, la vita dell’uomo pio deve basarsi su una costante pratica di lettura delle scritture, andando così a inaugurare un regime di ascetismo individuale, di raccoglimento e meditazione intorno alla figura del Cristo. 

All’età di vent’anni, Lutero studia le arti liberali per iscriversi poi, rispettando la volontà paterna, alla facoltà di giurisprudenza; iscrittosi nel 1502, sarà proprio quell’anno a cambiare la sua vita radicalmente e con essa il suo pensiero. Ritornando al paese natale, durante una notte di tempesta, un fulmine si scagliò al suolo proprio davanti a lui senza recargli miracolosamente alcun danno. Fu in conseguenza di quell’incidente, per il fatto che Dio lo avesse salvato, che Lutero decide di prendere i voti e farsi monaco in onore di Sant’Anna. 

Ad accoglierlo è il convento di Erfurt dei monaci agostiniani dove la regola è particolarmente rigida tra l’altro. Durante la permanenza tra gli agostiniani, Lutero viene ordinato sacerdote nel 1507 e approfondisce lo studio della Bibbia, di Sant’Agostino e della teologia agostiniana, di Aristotele e di Pietro Lombardo, facendo di queste letture i modelli della prima fase della sua formazione religiosa. 

Nel 1510 viene trasferito a Wittenberg, dove diventa Priore della città e dove Lutero legge il Vangelo, approfondendone il contenuto e meditando sulla relazione tra Dio e l’uomo. Durante questo periodo Lutero elabora la nota teoria della giustificazione per fede, in base alla quale il favore di Dio non è qualcosa che l’uomo si può guadagnare mediante le opere buone ma si guadagna solo attraverso la penitenza, favore comunque concesso solo a coloro che manifestano fede. Di conseguenza, alla salvezza dell’anima non si accede grazie a un atteggiamento di attivismo e di partecipazione, ma al contrario attraverso un comportamento remissivo e passivo.

In quegli stessi anni Lutero entra in aspra polemica con i vertici della Chiesa riguardo alla natura delle indulgenze che nella dottrina cattolica designavano la remissione delle pene temporali dovute ai peccati attraverso l’autorità della chiesa cattolica, peccati già perdonati mediante il sacramento della confessione. 

La polemica toccò il punto più acceso quando, il 31 ottobre del 1517, Lutero affisse sulla porta della cattedrale di Wittenberg 95 tesi contro la consuetudine eretica di concedere il perdono ai peccatori attraverso la vendita delle indulgenze, cioè sostanzialmente tramite il versamento di una somma di denaro che avrebbe dovuto simboleggiare pentimento sincero. 

Dopo l’episodio spiacevole, Lutero divenne subito particolarmente inviso alle alte gerarchie della Chiesa e nonostante la richiesta della Chiesa Romana di ritrattare le sue tesi, con tanto di minaccia di scomunica a rincarare la dose, Lutero non fece neanche un piccolo passo indietro. La questione delle indulgenze non fu altro che il prologo anticipatore della Riforma protestante che contribuì alla fama di Lutero come monaco ribelle, tanto che nel 1520 Lutero brucia pubblicamente la bolla papale a condanna delle sue tesi, atto che gli consente di acquisire consenso presso il popolo tedesco, poiché Lutero nella sua predicazione era sempre molto vicino a istanze spirituali e materiali delle persone.

Nel 1521 Lutero venne allontanato dall’Impero e tramite la protezione dei principi tedeschi si rifugiò a Wartburg dove si dedicò anima e corpo alla traduzione dal latino al tedesco volgare del Nuovo Testamento per incoraggiare tutti al libero esame delle Sacre Scritture; la lingua volgare compresa dai non chierici avrebbe potuto consentire finalmente la comprensione del messaggio evangelico da parte del fedele senza intromissione della Chiesa.  

I primi anni della riforma furono un periodo estremamente complesso e caotico; le ingerenze del Papato si scontrano con il potere dei principi tedeschi e nello stesso tempo un’ondata di rivolte contadine che chiedevano l’abolizione definitiva della servitù della gleba, sconvolge i territori tedeschi. Anche dai contadini, Lutero, a un certo punto, nonostante avesse stipulato un’alleanza con gli stessi in precedenza, data la violenza delle agitazioni, è costretto a prendere le distanze, ma tuttavia, la fulminea affermazione delle idee luterane porterà poi alla nascita di una nuova chiesa nazionale separata dalla Chiesa di Roma, una formazione spirituale sostanzialmente priva di gerarchie in cui ogni uomo è fedele e sacerdote della sua stessa comunità. 

Autore: Lezioni e Dispense per la scuola e l'Università

Laureata con il massimo dei voti nel 2001 e Ph.D. in Filosofia. Ventennale esperienza nella didattica con studenti universitari, liceali e adulti.

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