Il pensiero riformista in Europa centrale

Huldrych Zwingli

In Svizzera spicca invece la figura di Huldrych Zwingli, nato nel cantone svizzero di San Gallo nel 1484 e morto a Zurigo nel 1531. Zwingli apparteneva a una famiglia di contadini che tuttavia riuscirono a far studiare il figlio nelle università di Basilea e di Vienna, dove il giovane Zwingli approfondisce la filosofia di Aristotele e di San Tommaso. Nel 1506 viene ordinato sacerdote e diventa poi parroco di Glarona, avvicinandosi in questo periodo al pensiero di Erasmo da Rotterdam per elaborare poi una sua dottrina filosofica. 

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Dal 1518 in poi è parroco di Zurigo, occasione che dà modo a Zwingli di riformare interamente la vita ecclesiastica della città. La vita di Zwingli è interamente votata allo studio incessante e sistematico delle scritture che lo porta sempre a farsi interprete della necessità di un ritorno al cristianesimo delle origini, cancellando tutta una serie di istituti considerati inutili, inefficienti e ingombranti. 

E’ per questo che Zwingli etichetta addirittura come pagani e superstiziosi i sacramenti ad esclusione del battesimo e della comunione che nella chiesa di Zurigo vengono perfino soppressi. Anche alcune pratiche di devozione popolare come le immagini sacre vengono bandite da Zwingli; le immagini dei santi e della Madonna vanno infatti distrutte in quanto emblema di un cristianesimo corrotto che necessita di essere riportato sulla retta via. Durante la sua carriera ecclesiastica Zwingli si renderà più volte protagonista di numerosissimi atti rivoluzionari per la Chiesa cattolica come l’abolizione del celibato per i sacerdoti, l’abolizione dei voti monastici e la chiusura di monasteri e conventi. 

Inoltre tutto ciò che la Chiesa spendeva per sorreggere tali istituzioni, Zwingli lo riconvertì in aiuto per i poveri e la sua riforma venne completata nel 1525 con l’abolizione della messa cattolica e la conseguenziale introduzione del culto riformato.

Questa posizione iconoclasta di Zwingli gli costò ovviamente varie inimicizie e la scomunica nel 1526. Nonostante la scomunica, tuttavia, il suo pensiero, esposto nel testo Commentarius de vera et falsa religione scritto nel 1525 comincia a diffondersi in tutta la Svizzera, facendo proseliti e determinando una vera e propria spaccatura all’interno del mondo religioso del paese, ormai diviso in cantoni cattolici e cantoni protestanti. 

Lo scontro tra le due fazioni si tradusse tra l’altro per alcuni anni in un vero e proprio conflitto armato che nella violenza non cancellò comunque l’attualità del pensiero di Zwingli, ossia di un pensiero secondo cui il vero cristiano non ha bisogno di gerarchie clericali né di Papi né di altro, all’infuori delle Scritture.

Autore: Lezioni e Dispense per la scuola e l'Università

Laureata con il massimo dei voti nel 2001 e Ph.D. in Filosofia. Ventennale esperienza nella didattica con studenti universitari, liceali e adulti.

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